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Le Donne Giraffa della Thailandia: tra mito e realtà!

Donne GiraffaSicuramente molti di voi conosceranno, anche solo per averle viste in qualche programma televisivo, le Donne Giraffa, ma cosa c’è di vero dietro la storia di queste donne? Scopriamolo insieme con questo articolo!

Donne Giraffa: la storia

Le Donne Giraffa sono una tribù birmana denominata “Karen” trasferitasi in Thailandia per sfuggire al regime militare birmano.
Al suo arrivo in Thailandia la tribù Karen sperava di trovare condizioni di vita migliori, ma ben presto il governo thailandese decise di riunchiudere la tribù delle Donne Giraffa in un’area protetta dove poter fare soldi sfruttando l’enorme attrattiva che queste suscitavano nei confronti dei turisti.

Difatti dopo il rafting e le escursioni, le Donne Giraffa rappresentano una delle maggiori fonti di guadagno per il turismo locale, dove vengono costrette in delle capanne per tessere a mano dei piccoli souvenir da vendere poi ai turisti. E’ bene precisare che del ricavato di questi souvenir le Donne Giraffa non vedono quasi nulla, dal momento che buona parte dei ricavi viene trattenuta dal governo thailandese.
Per questo negli ultimi anni sono nate diverse forme di protesta, partendo dall’intervista a Zemen, una ex Donna Giraffa che ha raccontato la sua terribile storia di sofferenza e sopprusi, fino alla salvezza trovata in Nuova Zelanda, ma non senza pagare un prezzo molto salato: l’abbandono dei suoi amati anelli per il collo, tratto distintivo delle Donne Giraffa.

Difatti sembra che l’unico modo per liberarsi dall’oppressione del governo thailandese sia quello di rimuovere gli anelli, non rappresentando più una attrazione per i turisti e diventando così inutili ed anzi un peso per le casse del governo, che solo in quel momento sarà disposto a firmare il visto di uscita per chiedere asilo politico in un altro paese e cercare, per quanto possibile, di ricostruirsi una vita.

Sì, perché è proprio questo che crea maggiori difficoltà alle Donne Giraffa, la mancanza di una vita normale. Costrette nelle loro riserve naturali a lavorare per un governo che le sfrutta e che impedisce loro di realizzare una vita normale, con un lavoro e una libertà personale, sottraendosi al teatrino per i turisti.

Ma sarà vero che gli anelli indossati dalle Donne Giraffa allunghino il collo?
Molti di voi si saranno sicuramente posti questa fatidica domanda, ma la risposta è negativa. Ebbene sì, gli anelli indossati dalla Donne Giraffa fin dalla tenera età di 5 anni, non allungano minimamente il collo! Semplicemente, il peso sempre maggiore degli anelli, unito ad una costituzione ancora in via di sviluppo, fa si che le scapole collassino verso il basso assieme alle costole superiori, dando così l’illusione che il collo sia più lungo del normale.

Ma perché tutto ciò?
Purtroppo non esiste una risposta univoca ed efficace a questo quesito, ma si pensa che questa pratica venga realizzata per rendere le donne più attraenti, difatti un collo lungo è simbolo di eleganza e fertilità.

E’ doloroso?
Come molti di voi si saranno sicuramente chiesti, sì il processo è piuttosto doloroso. Soprattutto nel momento in cui, di anno in anno, viene aggiunto qualche anello di ottone, procedendo così all’abbassamento delle scapole. Una volta stabilizzatasi comunque la situazione sembra non essere poi così dolorosa, bisogna però precisare che, come presumibile la vita delle Donne Giraffa è ovviamente compromessa dalla scarsa mobilità articolare.

 

Biografia Samantha

Samantha Ferilli: appassionata di Tatto fin da piccola, si marchia per la prima volta all'età di 16 anni e da lì non riesce più a fermarsi. Continua la sua passione per la modificazione corporea attraverso i piercing, ad oggi ne conta ben sette, nei posti più vari! Convinta sostenitrice e fedele entusiasta di questo spettacolare mondo si documenta, legge, vede programmi TV ed infine scrive per ModificazioneCorporea.it dove cura diverse rubriche, tra cui Storia e Significati dei tatuaggi.

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